09.04.2021-09.13 – I vaccinati tra il personale sanitario raggiungono, a livello regionale, quasi l’80 per cento ma, l’eventuale rinuncia alla somministrazione da parte di chi non l’ha ancora ricevuto e la conseguente sospensione dalle attività, come previsto dal decreto, inciderebbe negativamente sul lavoro in corsia.
Nonostante la maggior parte degli operatori sanitari si sia vaccinata, il numero di coloro che ancora non lo sono è importante soprattutto tra infermieri e operatori sociosanitari. L’applicazione del decreto che obbliga il personale sanitario alla vaccinazione potrebbe avere ricadute negative sul sistema sanitario, che verte in una situazione di difficoltà per carenza di personale e stress da pandemia. Nell’azienda sanitaria Friuli occidentale, secondo i dati forniti dalla Direzione Generale, è vaccinato circa l’83 per cento tra gli oltre 1300 infermieri e 600 operatori sociosanitari in pianta organica. Qualora la restante parte rinunciasse, secondo la nuova normativa verrebbero sospesi dalle attività lasciando scoperti i turni. Lo stesso effetto sortirebbe anche nell’azienda sanitaria Friuli centrale, dove si stima che i non vaccinati siano circa il 23 per cento, 2000 persone che comprendono anche ai 1600 che hanno già contratto la malattia e che si suppone siano immuni. Situazione simile anche nelle case di risposo dove i dati, più difficili da ottenere, presentano comunque un’alta percentuale di non inoculati tra infermieri e OSS, percentuale sufficiente da creare gravi disservizi nel caso gli interessati rifiutino la vaccinazione. Il problema potrebbe essere risolto rapidamente con una immunizzazione di massa dedicata che le aziende sanitarie di Udine e Pordenone hanno già predisposto per i prossimi giorni, sempre che la fornitura delle dosi di vaccino mantenga il passo della programmazione delle agende.
L’iter fissato dal decreto ministeriale intanto sta andando avanti, aziende pubbliche, datori di lavoro privati e ordini professionali del settore hanno già consegnato gli elenchi dei propri dipendenti iscritti alla Regione, la quale dovrà verificare il loro stato vaccinale. Contemporaneamente, cresce in rete non solo la contestazione sul vaccino obbligatorio, conferma preoccupato per le tensioni il presidente dell’ordine degli infermieri di Udine Giglio, ma stanno aumentando le svariate segnalazioni di dissenso, tra le quali c’è anche chi il vaccino non solo rifiuta di riceverlo ma anche di somministrarlo.