EMA, i fattori di rischio per la somministrazione di AstraZeneca non sono generalizzabili.

Nel regno Unito su 25 milioni di vaccinati i casi di decesso per trombosi rare sono stati 18

08.04.2021-13.14 – Ieri i responsabili dell’EMA, durante la conferenza stampa, hanno ribadito che non ci sono rischi generalizzati nella somministrazione del vaccino di AstraZeneca e quindi non hanno ritenuto necessario raccomandare misure specifiche per ridurre il rischio.

Il bugiardino verrà comunque aggiornato, alla voce effetti collaterali, come da prescrizione di legge. I rari eventi di trombosi cerebrale dovuti agli effetti collaterali della somministrazione del vaccino sono molto rari, mentre i benefici che ne derivano superano di gran lunga i rischi, inoltre non è stato verificato un nesso reale, tra i casi accaduti, con l’età. Finora la maggior parte dei casi segnalati si è verificata in donne di età inferiore ai sessant’anni decedute entro le due settimane dalla vaccinazione, ma non sono dati sufficienti a determinare una statistica e le supposizioni in questo caso possono solo essere dannose. Sulla base delle prove attualmente disponibili i fattori di rischio specifici non sono stati confermati. Durante l’incontro, sono stati riportati i dati che riguardano il regno Unito dove, al 22 marzo, su 25 milioni di persone che avevano ricevuto il vaccino di AstraZeneca i casi di morte per trombosi rara sono stati 18. La direttrice dell’EMA Emer Cooke, durante la conferenza stampa di ieri, ha dichiarato che “il rischio di mortalità causato dal Covid è nettamente superiore al rischio di mortalità provocato dagli effetti collaterali del vaccino. Dobbiamo ripetere e diffondere il messaggio che i vaccini ci aiuteranno nella lotta contro il Covid e dobbiamo continuare a utilizzarli”.