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lunedì, 15 Agosto 2022

Recovery, le 5 schede progettuali del Fvg: dalla digitalizzazione alla sostenibilità ambientale

02.04.2021 – 08.11 – La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Finanze Barbara Zilli ha approvato e definito le cinque schede progettuali che costituiscono il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia al Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (Pnrr); corrisponde a 9,5 milioni di euro il valore dei progetti regionali contenuti, che rispondono alle missioni su digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, Rivoluzione verde e transizione ecologica, assistenza sanitaria. Un aggiornamento ritenuto opportuno in vista dell’incontro tra i presidenti delle Regioni e il Presidente del Consiglio Mario Draghi l’8 aprile, nell’ambito della conferenza Stato-Regioni.
“Le proposte” spiega Zilli, “rispondono alla immediata attuabilità del progetto di investimento, alla possibilità di generare effetti rapidi e positivi per un gran numero di  beneficiari, al rilievo occupazionale, alla creazione di beni pubblici, alla resilienza  dei territori mediante l’utilizzo efficiente e sostenibile delle  risorse naturali, alla complementarietà con interventi già in corso e con quelli in fase di individuazione  per i prossimi  Programmi della politica di coesione per il periodo 2021-2027”.

Gli interventi principali della prima scheda comprendono i lavori di riqualificazione dell’area del Porto Vecchio di Trieste, con il recupero dei magazzini 2 e 4 da destinare a nuova sede degli uffici dell’Amministrazione regionale, l’istituzione dell’Accademia regionale digitale diffusa, il data center per la Pa regionale, interventi per la digitalizzazione delle imprese, ma anche interventi in campo culturale come la digitalizzazione del Sirpac (Sistema informativo del patrimonio culturale regionale) e la rigenerazione urbana del parco Basaglia di Gorizia. Questi interventi valgono complessivamente 317 milioni di euro.

La seconda scheda riguarda le infrastrutture e con 3,3 miliardi di euro rappresenta la voce economica più consistente. Vi fanno parte il raddoppio della linea ferroviaria Udine-Cervignano del Friuli, la terza corsia dell’A4 il completamento della rete stradale regionale, l’istituzione di una zona logistica semplificata funzionale al porto di Trieste, la realizzazione di un polo logistico regionale con nuovi scali ferroviari e il potenziamento di quelli esistenti, incentivi alla logistica e alla creazione di uno “smart district” dei processi logistici, nonché alla riqualificazione delle risorse umane del settore.

La terza scheda include progetti per poco più di 2 miliardi di euro per spingere la Regione verso il raggiungimento del Green deal e degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. I progetti riguardano il trattamento dei rifiuti urbani, l’agricoltura sostenibile con particolare attenzione alla protezione del suolo e delle risorse idriche, ma anche interventi per il turismo e la cultura (recupero di edifici culturali e valorizzazione del patrimonio geologico regionale).

La quarta scheda si muove sempre nell’ambito della rivoluzione verde ma riguarda le energie rinnovabili e la mobilità sostenibile, per un valore complessivo di 2,6 miliardi di euro. Vi fanno parte progetti per la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale, interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici (tra cui scuole e edilizia residenziale), il progetto per l’interramento delle linee ferroviarie che attraversano Udine.

Infine, la quinta scheda vale 1,2 miliardi di euro e punta ad un ammodernamento dei servizi sanitari per superare le criticità emerse dalla gestione dell’epidemia da Covid-19. Prevede il rinnovo dei sistemi clinici, l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche ospedaliere compresa l’attivazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale o sulla telemedicina.

La partecipazione della Regione al processo di costruzione e successiva attuazione del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza è per Zilli “un passaggio importante per quello che la  Regione sta portando a compimento anche con le Autonomie locali. Per questo il collega Roberti ed io abbiamo proficue interlocuzioni con Anci: alle risorse del React Eu, della Programmazione 21-27 e del Pnrr dovranno aggiungersi quelle che la Regione potrà mettere direttamente in campo quando sarà chiaro il ruolo che le autonomie regionali, in particolare le specialità, potranno avere in questa partita”.
Il Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (RRF) dispone complessivamente 672,5 miliardi di euro e che all’Italia spettano complessivamente 208,6 miliardi, di cui 127,6 in prestiti e 81 in sussidi.

e.b

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