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sabato, 10 Dicembre 2022

Consiglio Regionale FVG: Fabio Barbone fa il punto sull’andamento della pandemia

31.03.2021-08.30 – Ieri, in Consiglio Regionale, è stato fatto il punto sull’andamento dell’epidemia, in cui da un lato emergono i risultati positivi che la vaccinazione sta dando nei luoghi in cui sono state effettuate le somministrazioni, dall’altro si presenta quadro ancora difficile per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri. Che il vaccino funzioni lo dimostra il crollo di positività nelle case di riposo e negli ospedali ma, siamo ancora in allerta con le terapie intensive piene oltre la soglia da quattro mesi e mezzo senza interruzione. Una circostanza che non è accaduta in nessuna altra regione d’Italia anche se i ricoverati in rapporto alla popolazione sono di più in Emilia-Romagna, Marche e in Lombardia. Questi sono stati alcuni dei punti della relazione della task force regionale guidata da Fabio Barbone, presentata ieri in Consiglio Regionale.

Avvalendosi di tabelle e grafici, Barbone ha riassunto i macro-numeri dell’epidemia, responsabile fino al 28 marzo di 96098 contagi e 3264 decessi in Fvg. Ma quel che più conta per un’analisi comparativa tra territori sono le percentuali. Ebbene, quella relativa alla letalità grezza – il rapporto tra casi positivi e decessi – è ora al 3,4% in regione contro una media nazionale del 3,1%, comunque inferiore a diverse regioni del nord. Mentre la mortalità standardizzata per il 2020 – un dato che si riferisce a tutte le cause di decesso e confronta la media del periodo 2015-19 con quella del primo anno del Covid – ha visto in Fvg un aumento del 12,5%, inferiore sia alla media nazionale (15,6) sia a quella del Nord nel suo complesso (24,6).

I numeri confermano le impressioni dei medici rispetto ad un calo di un paio d’anni dell’età media dei ricoverati e dei morti, inoltre si è ridotta la permanenza in terapia intensiva prima del decesso,  dai 10/12 giorni dell’inverno ai 7 e mezzo di marzo, probabilmente dovuta all’effetto della variante inglese che, secondo diversi studi, sarebbe più aggressiva e letale oltre ad essere più trasmissibile.

Barbone ha documentato anche la forte “pressione” sulle terapie intensive, il drastico calo di contagi nelle case di riposo a febbraio e marzo, le fonti dei focolai, che si sviluppano in tre casi su quattro in ambito familiare ma coinvolgono anche luoghi di lavoro, scuole, strutture per anziani e ospedali. Pochi dubbi, infine, su quale sia oggi il vero nemico, visto che la variante inglese domina a Pordenone e Udine (100% dei casi in base ai campioni), è vicina all’en plein a Gorizia (90%) e sta crescendo anche a Trieste (61,5%).

Numerosi gli interventi dei Consiglieri, in particolare dell’opposizione, che hanno chiesto delucidazioni sui criteri di ingresso in terapia intensiva e non hanno risparmiato critiche sul piano vaccinale.

Andrea Ussai (M5S), il collega di partito Mauro Capozzella e Roberto Cosolini (Pd) si sono concentrati in particolare sulla mortalità. “Visto che nel 2020 ci sono state due ondate, perché non si scorporano i dati tra primavera e autunno?”, ha chiesto Ussai, mentre l’esponente dem ha invocato chiarimenti sulla diversa velocità del virus nelle singole province, con un’emergenza dapprima concentrata a Trieste e poi a Udine. “Il Covid inizialmente ha colpito le comunità chiuse dell’area triestina, dalle case di riposo alle strutture sanitarie – ha spiegato Barbone – mentre in estate si è diffuso tra i giovani e da lì alle loro famiglie, sostanzialmente ovunque“. “Quanto alla mortalità – ha detto invece il vicegovernatore Riccardi – non è un buon servizio alla verità fare la contabilità tra un mese e l’altro: i dati sull’incidenza del contagio ci dicono che siamo più o meno nella media italiana, e al di sotto di molte altre regioni”.

Il consigliere Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha posto il problema dei decorsi post-degenza e dei tempi di recupero di chi è guarito dal Covid, ricevendo da Barbone conferme sulla problematica di disabilità a lungo termine innescate dal virus, “il cosiddetto Covid cronico”, e da Zamaro l’indicazione che “i disturbi vanno valutati caso per caso, indirizzando chi ne soffre a strutture diverse”.

Tiziano Centis, capogruppo dei Cittadini, e la collega di gruppo Simona Liguori hanno chiesto informazioni sulle vaccinazioni degli ultraottantenni e delle persone fragili, ricevendo da Riccardi i numeri aggiornati: 250mila dosi ricevute in totale, 220mila somministrate, con 177mila somministrazioni sulle 180mila possibili per over 80 e chi è più fragile.

Antonio Lippolis e Alfonso Singh, entrambi consiglieri della Lega, hanno voluto invece approfondire il tema delle varianti: sono forse arrivate da oltre confine? E i vaccini attuali sono in grado di tutelarci da ogni forma di Covid? Rassicurante la risposta di Barbone (“I vaccini coprono la variante inglese e dovrebbero essere facilmente modulabili per creare protezione in caso di nuove varianti”), mentre l’assessore Riccardi ha osservato che “ragionevolmente, misure e regole diverse tra Stati possono aver determinato un flusso di mobilità libero, facendo circolare il virus”.

Il capogruppo di Progetto Fvg/Ar, Mauro Di Bert, ha posto il tema dei tanti contagi nei luoghi di lavoro, auspicando la maggior tutela possibile per chi ogni giorno deve recarsi in azienda o in fabbrica e rischia di portare a casa il contagio. “Confermo che il problema esiste – gli ha risposto Barbone – specie nelle piccole sedi”, mentre Zamaro ha ricordato che “esiste uno specifico protocollo per i luoghi di lavoro“.
Mariagrazia Santoro (Pd) si è soffermata sulla scelta delle categorie da vaccinare, perorando la causa dei “volontari del trasporto sociale e sanitario e dei caregiver di persone disabili”, mentre il collega di partito Nicola Conficoni ha proposto di approntare “liste di riservisti del vaccino, come ha fatto la Toscana”.

Ilaria Dal Zovo (M5S) è preoccupata per il sovraffollamento delle terapie intensive e interessata alle possibilità di cure a domicilio, mentre la leghista Maddalena Spagnolo ha chiesto informazioni sulla possibilità di estendere agli avvocati le vaccinazioni per la categoria del personale giudiziario.
Sui tamponi si è invece soffermato Walter Zalukar (Gruppo Misto), che ne preferirebbe “meno ma più mirati” e insiste sui tempi delle comunicazioni con i Dipartimenti di prevenzione. “Dall’inizio della pandemia – gli ha risposto Barbone – il tempo medio dalla prenotazione all’esecuzione del tampone è di 2 giorni“.

Per la terapia intensiva non c’è lista d’attesa, ha chiarito la Direttrice centrale della Salute Gianna Zamaro, per questa ragione sono stati sospesi gli interventi chirurgici non urgenti e differibili in modo da poter trovare il personale necessario. Per quanto riguarda il piano vaccinale, il vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi, ha ribadito che la Regione ha seguito le linee guida nazionali ed ha aggiunto che l’obiettivo di 10.000 somministrazioni al giorno è alla nostra portata.

 

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