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mercoledì, 10 Agosto 2022

Herpes Virus, l’epidemia del mondo equino: cos’è?

29.03.21-12.30- Oltre alla pandemia che colpisce gli uomini, anche nel mondo animale ciclicamente possono tornare a diffondersi virus già conosciuti in precedenza. Da inizio gennaio, in particolare tra gli equini, è tornata a diffondersi una forma più aggressiva di Herpes Virus che si può tradurre come Rinopolmonite dei cavalli. Sebbene non equivalga al ‘nostro’ Coronavirus molti tendono, erroneamente, ad equipararle: il Covid-19 è un Rna Virus mentre l’Ehv-1 è un Dna Virus; inoltre quest’ultimo non è trasmissibile agli umani, anche se ciò che li accomuna è il metodo di trasmissione ovvero le goccioline di saliva.
Un virus che sta attualmente causando apprensione, in quanto si sono riscontrati casi in varie parti d’Europa e non solo. L’ultimo in California, mentre il primo focolaio era stato riscontrato a Valencia, in Spagna. Il Ministero ha confermato per ora la presenza di quattro focolai in Italia, dei quali due in Lombardia (collegati con il focolaio di Valencia), uno nella provincia di Bolzano e un altro sempre in Lombardia (questi ultimi non sembrano avere correlazioni con quello spagnolo.)
L’Ehv si può suddividere in nove ceppi anche se i più comuni sono l’Ehv-1 (il più severo e letale) e Ehv-4. La Federazione Equestre Internazionale (FEI), l’1 marzo 2021, ha illustrato le misure da assumere a riguardo cancellando la maggioranza degli eventi internazionali che dovevano tenersi durante il mese di marzo. Il pericolo difatti deriva principalmente dagli spostamenti dei cavalli e gli animali per i quali sono previsti spostamenti devono possedere un certificato sanitario ufficiale rilasciato da veterinari dell’ASL. Il virus era già noto nel mondo animale, in quanto conosciuto già dagli Sessanta. Proprio per questo motivo, le cavalle femmine venivano già vaccinate contro l’Ehv-1.
In questo periodo, inoltre, vengono fatti i vaccini per un altro tipo di virus degli equini, che può causare nel 10% dei casi sintomi similiari all’Herpes Virus, ovvero la West Nile o ‘Febbre del Nilo’. Ne parliamo con la dottoressa Lucrezia Coseano e con il dottor Sergio Forapani.

Per quanto riguarda la Febbre del Nilo, quali sono le aree più soggette al virus in Italia?

Forapani: Le aree endemiche sono Sicilia, Sardegna, Emilia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Questo vuol dire che gli equini presenti nella maggior parte di queste aree ha già gli anticorpi per questo parassita. I casi riscontrati in Italia riguardano il 2008 e poi, successivamente, il 2011.

Come nasce e si sviluppa la West Nile? Colpisce anche l’uomo?

Forapani: Sia l’uomo che il cavallo possono essere contagiati da un ‘vettore’ (la zanzara) che accidentalmente può colpirli. La malattia ha andamento stagionale. A sua volta il vettore subisce la trasmissione da un ‘serbatoio’ (uccello migratore infetto), quindi per questa patologia si può parlare di zoonosi. Anche se viene presa la malattia, comunque, il soggetto non è in grado di trasmettere il patogeno ad altri soggetti.

Parlando invece di Herpes Virus, quali sono i sintomi?

Coseano: Il virus si può manifestare in tre forme patologiche:
1. respiratoria, colpisce l’apparato respiratorio in forma di rinopolmonite: si manifesta con ipertermia, anoressia, ingrossamento dei linfonodi, scolo nasale, tosse. Colpisce soprattutto i soggetti giovani che generalmente guariscono. In questi soggetti il virus può diventare latente.
2. abortigena: determina l’aborto della femmina che si manifesta nell’ultimo trimestre di gestazione. A volte la gravidanza viene portata a termine ma il puledro muore nell’arco di pochi giorni. La fattrice normalmente non manifesta altri sintomi.
3. neurologica: si manifesta con atassia (perdita di coordinazione) di vario grado, dal lieve barcollamento fino ad arrivare al cavallo a terra. La prognosi è in funzione della gravità dei sintomi e dell’età del soggetto.
Forapani: Da ricordare che possono essere prese una, due o tutte e tre le forme contemporaneamente. Se poi per le forme più lievi esiste il vaccino, per quanto riguarda la forma neurologica non c’è. I focolai della Spagna riguardavano le forme più gravi.

Come mai si è riscontrata questa nuova ondata di Herpes Virus?

Coseano: Il virus è ubiquitario e, una volta contratta l’infezione, può rimanere latente nell’organismo (come succede per l’Herpesvirus umano – Varicella – Fuoco di S. Antonio). Eventi stressanti o che abbassano le difese immunitarie, come un lungo trasporto, possono far riattivare il virus. Il virus è altamente trasmissibile fra cavallo e cavallo (tramite secrezioni nasali) e quindi in casi dove numerosi cavalli sono in stretto contatto fra loro è possibile che parta un focolaio.

Cosa accomuna e cosa differenzia Ehv e West Nile?

Forapani: L’Herpes Virus è specifico del cavallo mentre il West Nile non lo è. Inoltre, il West Nile non è contagioso mentre l’Herpes virus è contagioso e si adatta a condizioni e tessuti diversi. Spesso il West Nile non comporta segni clinici ma nel 10% dei casi ha una sintomatologia nervosa similare all’Herpes virus. Proprio per questo motivo, una diagnosi corretta può essere effettuata solo da un veterinario ufficiale.

Quanti sono attualmente i centri colpiti in FVG per la prima e per la seconda problematica?

Coseano: Attualmente non risultano focolai di Ehv in Friuli (Fonte CERME 08 marzo 2021)
Il virus della West Nile è circolante nella nostra regione (Fonte Bollettino n 16 del 5 novembre 2020).

Com’è possibile prevenire un contagio?

Coseano: Come già specificato, per entrambe le patologie esiste il vaccino sebbene per la forma neurologica dell’Ehv sembra aiuti solamente a ridurre l’entità dei sintomi o eventualmente la diffusione del virus. Per la West Nile è importante la lotta agli insetti: repellenti topici ed ambientali, zanzariere, coperte anti-insetto, stabulare gli animali negli orari di massima attività degli insetti.
Forapani: Per quanto riguarda l’Ehv-1 è importante l’igiene ambientale: isolare i soggetti con sintomi sospetti ed isolare temporaneamente i cavalli nuovi, non utilizzare stessi finimenti o spazzole per più soggetti, evitare la promiscuità tra cavalli e fare attenzione anche nella gestione personale. Ciò vuol dire pulizia totale dell’ambiente infetto ma anche prevenzione: disinfettarsi, cambiare vestiti e scarpe ogni qualvolta si entra in contatto con cavalli sospetti infetti o infetti. Va da sé che le situazioni più a rischio riguardano proprio i concorsi ed i cavalli di ritorno. (ndr. La FISE-Federazione Italiana Sport Equestri- ha appena aggiornato le linee guida da seguire per gli sport equestri fino al 12 aprile).

m.p

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