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lunedì, 15 Agosto 2022

Primo sciopero nazionale in Amazon.

23.03.2021-09.30 – Per la prima volta in Italia l’intera filiera di Amazon è entrata in sciopero. Una filiera complessa con contratti molto diversi. Per i sindacati CGIL Cisl e Uil  è necessario stipulare un Contratto Nazionale per omologare le varie posizioni, nonostante, ammettano la difficoltà di sindacalizzazione di un comparto nuovo e molto frammentato.

In regione ci sono: gli addetti allo smistamento merci in due sedi di Amazon, a Fiume Veneto e a Colugna, 70 dipendenti a tempo indeterminato; gli addetti del terminale triestino gestito da un’azienda terza che hanno sia datori di lavoro diversi sia differenti tipologie contrattuali tra colleghi, molto spesso somministrate dalla Cisl; i driver che sono quasi sempre dipendenti di altre aziende che hanno contratti con Amazon; i trasportatori con contratti di subappalto.

Una filiera cresciuta rapidamente che presenta caratteristiche composite e molto complicate, nella quale i sindacati fanno fatica a penetrare. Di fatto hanno stime approssimative sui numeri del personale della filiera che oscillano tra le 400 e 500 persone. Le relazioni sindacali con quest’azienda, che proviene da una cultura ultraliberista, stanno iniziando a costruirsi da poco. Tuttavia, sono diversi i driver che si sono rivolti ai sindacati. Gli stessi magazzini Amazon, distribuiti in tutta Italia, applicano differenziazioni contrattuali. I sindacati puntano a farsi riconoscere determinate relazioni industriali per far sì che a tutti i lavoratori, che fanno parte della filiera di Amazon, siano riconosciuti diritti e doveri con un contratto di riferimento che riguardi l’ambito della logistica.

In risposta, Amazon ha specificato che i dipendenti sono assunti con un salario d’ingresso del Contratto Nazionale Logistica da 1.550 euro lordi mensili, mentre per i corrieri dei fornitori, con il livello G1, con lo stesso contratto da 1.664 euro lordi mensili.

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