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domenica, 7 Agosto 2022

Aquileia. Fedriga duplica gli uffici e va contro lo Statuto della Fondazione

22.03.2021-19.42 – “E’ buona cosa che finalmente il Presidente Fedriga parli di rilancio di Aquileia, dopo aver da mesi lasciato la Fondazione Aquileia senza presidente a seguito della rinuncia dell’ambasciatore Zanardi Landi, che ne aveva rilanciato il prestigio internazionale. Meno bene rallegrarsi di aver creato un ufficio unico di committenza totalmente inutile, in quanto i soggetti che lo costituiscono sono gli stessi soggetti costituenti della Fondazione, e che in più cozza con lo Statuto della stessa Fondazione, che prevede proprio nelle attività istituzionali il compito di conservare il patrimonio conferito in gestione, garantendo la manutenzione, anche straordinaria, il restauro del patrimonio ecc. (art.7 comma b). Non sappiamo se sia l’esito di incompetenza o la volontà di delegittimare ulteriormente la Fondazione, ma resta un errore grave, del quale si pagheranno le conseguenze”. Lo afferma Gianni Torrenti, già assessore regionale alla Cultura ed esponente dem, commentando le dichiarazioni del presidente della Regione Massimiliano Fedriga in occasione della presentazione dell’accordo di collaborazione tra Regione e Ministero della Cultura per il rilancio di Aquileia e dell’Ufficio unico per la città romana e patriarcale.

Si vorrebbe capire quale sia la dinamica che porta a trascurare l’indicazione di un Presidente di prestigio da condividere col Ministro e – continua Torrenti – la scelta di non costituire un comitato scientifico che in questa fase di investimenti risulta particolarmente importante, ma piuttosto a costituire un nuovo soggetto parallelo”.

“I contributi ministeriali di molti milioni di euro concordati ai tempi del governo Gentiloni e giunta Serracchiani – evidenzia Torrenti – prevedevano un rafforzamento del personale della Fondazione, che pur avendo dato ottima prova di capacità di spesa negli anni scorsi, portando alla realizzazione della grande domus di Tito Macro, e ancor prima del restauro del palazzo episcopale e molto altro, risulta inadeguato alle potenzialità ed ai finanziamenti ottenuti. Ma tale rafforzamento – conclude – è esplicitamente previsto dall’art. 24 dello Statuto condiviso da Regione e Ministero”.

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