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lunedì, 15 Agosto 2022

Stop ad interventi chirurgici per due settimane

18.03.2021-09.00 – La situazione è in ascesa, i pronto soccorsi diventano ogni giorno più affollati. Sta diventando sempre più difficile trovare posti letto per i pazienti di covid, e personale da dedicare ai ricoverati che stanno aumentando a livello esponenziale. Le previsioni hanno registrato una situazione in peggioramento, situazione che ha portato alla difficile decisione di fermare tutti gli altri interventi chirurgici.

Lo ha comunicato il vicegovernatore del Friuli-Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, “a seguito dell’emergenza pandemia da Covid-19, che sta determinando un aumento dei ricoveri negli ospedali della regione, è necessario procedere con la sospensione dell’attività chirurgica programmata per le prossime due settimane. Verranno comunque garantite le emergenze e le urgenze in tutti gli ospedali“.
Oltre alla sospensione, per due settimane, d’interventi di chirurgia programmata, stanno chiudendo molte sale operatorie per la necessità di spostare medici, anestesisti, infermieri, e OSS in area medica da schierare sul fronte della lotta al covid. Nei prossimi giorni si prospetta un aumento di degenze in aree mediche e in terapia intensiva. Da qui la scelta di dedicare 200 posti letto aggiuntivi ai positivi per evitare che i pazienti stazionino a lungo nei pronti soccorsi in attesa di un ricovero. I reparti di emergenza/urgenza continuano ad essere presi d’assalto. Ieri, all’ospedale di Udine, per un codice giallo, che significa che la persona si trova in condizioni mediamente critiche e in potenziale pericolo di vita, l’attesa media per la presa in carico del paziente da parte di un medico ha superato i tre quarti d’ora.

L’azienda sanitaria del Friuli Centrale reitera l’invito ad evitare accesi impropri al pronto soccorso. Situazione che continua a verificarsi nonostante le continue richieste.

Toccherà al CRO di Aviano e al Burlo dare una mano per gli altri interventi chirurgici. “I due Irccs regionali, ovvero il Burlo Garofolo di Trieste e il Cro di Aviano, garantiranno la propria collaborazione alle altre strutture del servizio sanitario regionale affinché gli interventi non urgenti ma comunque non differibili trovino risposta e vengano eseguiti”. Ha spiegato Riccardi. La struttura di Aviano si è resa disponibile a effettuare una decina di operazioni oncologiche tra addominali, ginecologiche, e senologiche mentre, altri tipi di interventi ginecologici e sui bambini sono previsti al Burlo Garofalo a Trieste. Ad aiutare gli ospedali del Friuli Centrale ci sono anche le aziende sanitarie di Trieste e Pordenone, in un quadro di sistema regionale. Si sono messi a disposizione anche gli ospedali privati, alla Città di Udine sono già stati trasferiti una quarantina i pazienti.

[l.f]

 

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