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martedì, 9 Agosto 2022

L’Ospedale di Udine rischia il collasso

15.03.2021- 08.00 – Ieri 14 marzo, l’ASUFC intersindacale di Udine (Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale) ha scritto “alle Autorità preposte, per la chiusura immediata e non più rinviabile delle strutture con attività differibile, per recuperare risorse umane e strutturali da assegnare alle strutture coinvolte nell’urgente emergenza Covid”. È stata richiesta, inoltre, la partecipazione delle strutture sanitarie private accreditate dalla regione, per poter far fronte ad una situazione attualmente ingestibile e dare le adeguate attenzioni e cure ai malati gravi. La situazione dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e dell’ospedale di Palmanova sta andando verso il collasso a causa del continuo afflusso di malati di Covid, di cui alcuni molto gravi.

Il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi ha risposto che “ciò che è stato chiesto dall’intersindacale di Udine è stato di fatto già deciso sabato sera con la cabina delle tre regie dell’azienda sanitaria”. Via libera quindi all’interruzione delle attività differibili per il recupero di risorse umane e strutturali, e ripartenza della sinergia con la sanità privata che metterà a disposizione spazi e personale.

Ad aggravare l’attuale condizione ospedaliera oltre alle dimissioni di infermieri, inizieranno sicuramente anche quelle dei medici, esausti della situazione che stanno vivendo da più di un anno sia emotivamente, sia fisicamente. Rispetto alla grande quantità di ore straordinarie, non c’è stata alcuna retribuzione per mancanza di risorse. Le autorità preposte evidentemente non curanti del livello di stanchezza e di stress, hanno chiesto a questi operatori di fare vaccini anche come volontari fuori servizio.

A conferma di ciò le preoccupazioni del consigliere regionale del Pd, Mariagrazia Santoro, componente della commissione Salute, che così commenta la situazione dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine: “Nonostante la Regione Fvg abbia ricevuto un finanziamento statale di oltre 2milioni volto a rimborsare i professionisti sanitari per la somministrazione dei vaccini anti covid, la situazione all’ospedale di Udine è al collasso, completamente sfuggita di mano ai timonieri dell’emergenza covid. Il personale è allo stremo e accanto alle dimissioni di sei infermieri, ora arriveranno anche quelle di alcuni medici. Tutti lasciati soli ad affrontare un’emergenza senza uguali, dopo un anno di pandemia non è cambiato nulla e l’organizzazione fa acqua da tutte le parti».

«Fedriga e Riccardi la smettano di sentirsi attaccati o criticati, non ci interessa fare polemica ma vedere risolti problemi che si trascinano da troppo tempo: a rimetterci sono i malati e chi ogni giorno fa di tutto per curarli». Secondo Santoro, «a fronte di questa situazione si chieda il supporto dell’esercito, altrimenti non rimarrà gente a sufficienza in ospedale». Accanto a questa situazione, continua la consigliera dem, «il duo Fedriga-Riccardi ci spieghi che fine hanno fatto i due milioni di euro stanziati dallo Stato, come risorse aggiuntive regionali, per affrontare l’emergenza vaccinale e perché nelle altre aziende, Asfo e Asugi sono previste per gli infermieri le prestazioni aggiuntive?”

La pressione sugli ospedali è la conseguenza del contagio in continua ascesa.  Questa settimana si chiude con un più 37 % dei casi con un tasso di positività dei tamponi che passa dal 7.2, della scorsa settimana, al 9.48 %. La crescita rimane costante, rispetto alla settimana precedente, siamo ai livelli più alti dal picco della seconda ondata. 90 ricoverati in più negli ultimi 7 giorni di cui 10 in terapia intensiva e 100 decessi, una cifra che non si vedeva da tempo.

Ieri in Friuli-Venezia Giulia, su 4.546 tamponi molecolari sono stati rilevati 431 nuovi contagi con una percentuale di positività del 9.48%. Sono inoltre 2.631 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 173 casi (6,58%). I decessi registrati sono 10; i ricoveri nelle terapie intensive sono 67 mentre quelli in altri reparti risultano essere 528.

I decessi complessivamente ammontano a 3010, con la seguente suddivisione territoriale: 666 a Trieste, 1.532 a Udine, 608 a Pordenone e 204 a Gorizia. I totalmente guariti sono 66.306, i clinicamente guariti 2.490, mentre le persone in isolamento ieri risultavano essere 13.746. Dall’inizio della pandemia in Friuli-Venezia Giulia, sono risultate positive complessivamente 86.147 persone con la seguente suddivisione territoriale: 16.001 a Trieste, 41.052 a Udine, 17.779 a Pordenone, 10.347 a Gorizia e 968 da fuori regione.

Nel settore delle residenze per anziani è stato rilevato un caso di positività tra le persone ospitate nelle strutture regionali, mentre non sono stati registrati casi tra gli operatori sanitari all’interno delle stesse strutture. Sul fronte del Sistema sanitario regionale, che verranno registrate nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, sono risultati positivi al Covid un ausiliario, un amministrativo e un’ostetrica; nell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina di un infermiere.
Infine, da evidenziare la positività di una persona rientrata dalla Romania e di una dall’Austria.

l.f

 

 

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