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venerdì, 12 Agosto 2022

“Dante 700 – Tutte quelle vive luci”. Iniziative per il VII centenario della morte di Dante Alighieri

Iniziative per il VII centenario della morte di Dante Alighieri e in occasione dei 50 anni della Fondazione Claricini Dornpacher.

15.03.2021-18.00 – La cerimonia di apertura del progetto celebrativo per i 700 anni dalla morte di Dante, è fissata per il 25 marzo con una conferenza tenuta da don Alessandro Geretti e l’inaugurazione in Villa de Claricini di tre specifiche mostre.

Nel 2021 ricorrono i 50 anni della Fondazione, istituita per volontà testamentaria dalla contessa Giuditta de Claricini Dornpacher nel 1971, con lo scopo di conservarne il patrimonio avito e promuovere studi e manifestazioni culturali, e i 700 anni della morte di Dante. Per il cinquantennale la Fondazione ha avviato assieme all’Università degli Studi di Udine un percorso progettuale celebrativo intitolato “Dante 700 – Tutte quelle vive luci”. Il progetto ha ottenuto il patrocinio, l’uso del logo e il supporto del Ministero dei Beni Culturali (Mibact) nell’ambito delle celebrazioni dantesche nazionali che si svolgeranno durante tutto il 2021.

Uno dei progetti più importanti in Friuli Venezia Giulia, che fa da traino alle molteplici iniziative sulle quali anche la nostra regione dedicherà molta attenzione in occasione della ricorrenza per ricordare il padre della lingua italiana”.  Lo ha detto l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli partecipando in streaming alla conferenza stampa organizzata dalla Fondazione de Claricini Dornpacher, durante la quale sono state illustrate le iniziative allestite dal sodalizio per celebrare il settimo centenario della morte di Dante Alighieri. All’evento erano presenti tra l’altro anche il presidente della Fondazione Oldino Cernoia, i sindaci di Moimacco, Cividale e San Daniele, Enrico Basaldella, Daniela Bernardi e Pietro Valent, nonché il portavoce del Ministro della Cultura, Gianluica Lioni.

Villa de Claricini Dornpacher si trova a Bottenicco di Moimacco, piccolo borgo rurale alle porte di Cividale del Friuli, città Unesco. Fu edificata intorno alla metà del sec. XVII dalla famiglia de Claricini Dornpacher. Il complesso comprende la grande casa dominicale, la chiesa e le annesse dipendenze. La villa, caratterizzata dai tratti distintivi della villa veneta, mantiene lo sviluppo orizzontale proprio della casa colonica friulana. Gli ambienti interni conservano il mobilio originale, una ricca biblioteca con oltre 5.000 volumi, quadri e stampe, la collezione di tessuti antichi e ricami della contessa. La villa si apre su un magnifico giardino all’italiana e sul parco all’inglese con gruppi di essenze secolari di faggi, cedri e abeti

Il ricco programma messo a punto dalla Fondazione de Claricini conta su 35 iniziative che si snodano nell’arco di tutto l’anno e che vedranno coinvolto non solo la sede di Bottenicco di Moimacco ma anche molte altre località del Friuli-Venezia Giulia e in particolare Pordenone grazie ad una collaborazione instaurata con il locale centro culturale Casa dello studente Antonio Zanussi.

“Con queste attività – ha aggiunto Gibelli – la nostra regione si presenta al meglio al Dante day, valorizzando il legame che per alcuni aspetti esiste tra il Friuli-Venezia Giulia e il Sommo poeta. Oltre al codice redatto da Niccolò de Claricini che nel 1466 trascrisse la Divina commedia, a Gemona c’è anche la campana quattrocentesca, unico esempio del suo genere, sulla quale è trascritto uno dei versi dell’opera di Dante maggiormente conosciuta al mondo. Abbiamo deciso di celebrare la ricorrenza con molte iniziative – ha concluso l’assessore regionale – per celebrare un personaggio della nostra cultura nazionale al quale dobbiamo la presenza oggi in Italia di una lingua comune e le cui opere sono riconosciute a livello mondiale”.

Il motivo principale che ha indotto la Fondazione ad elaborare tale progetto è dovuto al ruolo che la famiglia de Claricini Dornpacher ha svolto nei secoli per lo sviluppo degli studi danteschi, in particolare ricordiamo il letterato Nicolò che nel 1466 trascrisse la Divina Commedia, dotando così il suo casato di uno dei più antichi codici danteschi friulani: il “codex Claricinensis“. Oltre al codice miniato denominato “de Claricini” la nobile famiglia ha costituito una imponente biblioteca dantesca con oltre 5000 volumi ora donata alla biblioteca storica del Comune di Padova, dove la famiglia aveva anche una residenza, e altrettanti volumi presenti presso la biblioteca di Villa de Claricini Dornpacher in Bottenicco di Moimacco.

Di particolare importanza sarà la mostra dei sei codici miniati, editi e presenti in Friuli che saranno esposti, in prima assoluta, nel periodo settembre /ottobre 2021 presso il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli.

Tra le 35 iniziative, le scuole della Regione Friuli-Venezia Giulia potranno partecipare ad attività laboratoriali inerenti le celebrazioni dantesche e visitare le mostre appositamente allestite in occasione. Tale programmazione coinvolgerà vari Enti locali, regionali, nazionali e internazionali, oltre agli Enti della Fondazione che sono il Comune di Cividale, l’Università di Udine, la Fondazione Friuli e l’Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti di Udine.

Come ricordato dall’esponente dell’esecutivo Fedriga, il programma allestito dalla fondazione cividalese e realizzato in collaborazione con la biblioteca Guarneriana “mi è già stato presentato per sommi capi dal presidente Cernoia lo scorso anno e si contraddistingue per la vastità delle iniziative proposte ma anche per la loro qualità culturale. Questo progetto si inserisce in un più vasto articolato programma che andremo ad illustrare nei prossimi giorni in cui l’amministrazione regionale sosterrà la promozione delle opere dantesche attraverso molte iniziative presentate da vari soggetti del nostro territorio. A queste si associano le iniziative sostenute dal Ministero della Cultura, delle quali fanno parte – oltre al progetto della Fondazione de Claricini – anche quelle che si sviluppano attraverso l‘Archivio di Stato di Pordenone, il Museo Parco di Miramare e il Museo archeologico di Aquileia“.

(fonti www.fondazionedeclaricinidornpacher.org)

 

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