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lunedì, 5 Dicembre 2022

Sicurezza: aperti i lavori su ddl 125 in Consiglio regionale

11.03.2021 – 08.30 – Entrambe allineate sul piano dell’innovazione, dell’omogeneità e del riconoscimento di una crescente domanda di sicurezza da parte dei cittadini le relazioni di maggioranza legate al disegno di legge 125, per il quale è stata auspicata la più ampia condivisione in sede di voto.
Con questo passaggio si sono aperti i lavori che, per due giorni consecutivi, impegneranno il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Piero Mauro Zanin e riunito in presenza a Trieste. All’esame dell’Aula, come primo tema, il ddl 125 che va a regolare la disciplina in materia di politiche integrate di sicurezza e ordinamento della Polizia locale.
“L’articolato innova e modifica – ha evidenziato il consigliere regionale Antonio Calligaris (Lega) – la legge regionale 9/2009. Si interviene in modo integrale e sistematico sul piano ordinamentale, mentre l’introduzione del concetto di sicurezza integrata porta la Regione Fvg ad assumere un ruolo di raccordo con le attività degli Enti locali, soprattutto in tema di integrazione tecnologica e condivisione di banche dati”. Una norma definita “rivoluzionaria” e che prevede anche “la condivisione e lo scambio di competenze, attrezzature e personale su tutto il territorio regionale per specifici servizi, in situazioni di emergenze e per esigenze temporanee”.
L’esponente del Carroccio ha ricordato la disciplina “dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana e sull’attuazione delle politiche integrate di sicurezza, quale strumento di analisi delle condizioni territoriali e, quindi, per la progettazione, l’attuazione e il controllo delle politiche regionali in materia”.
Calligaris ha anche sottolineato “la possibilità per i Comuni di avvalersi della figura degli steward urbani per compiti sussidiari di supporto alla Polizia locale. Una misura che, nei Comuni in cui è stata attuata, ha aumentato la percezione di sicurezza dei cittadini”.
Infine, il relatore ha approfondito i temi “della sicurezza partecipata e degli strumenti di cittadinanza attiva, come i volontari per la sicurezza e il controllo di vicinato. Prevedere le associazioni d’Arma e delle Forze dell’ordine tra i soggetti principali per tale servizio, vuol dire riconoscere quella grande risorsa costituita dai cittadini che hanno servito nei vari corpi delle Forze armate e di sicurezza”.
“Attraverso questo ddl – ha invece esordito il consigliere Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar) – l’Amministrazione regionale attribuisce al servizio di sicurezza un’ossatura omogenea per tutto il Fvg, pur nel rispetto delle competenze nazionali, regionali e locali e della specificità dei territori. Escludendo qualsiasi rischio di eccessiva centralizzazione delle funzioni di Polizia locale in capo alla Regione”.
“La discussione odierna – ha ricostruito Di Bert – arriva a pochi giorni dal via libera da parte della Giunta regionale al Programma sicurezza 2021 con una copertura finanziaria di 2,7milioni di euro, a disposizione dei corpi di Polizia per il controllo del territorio e la realizzazione degli interventi programmati. Questa norma si compone di istituti qualificanti e ben definiti, che vanno a rispondere a esigenze di attualità”.
Gli interventi, ha dettagliato il consigliere di maggioranza, riguardano “una pluralità di ambiti: dall’organizzazione dei comandi di Polizia Locale, alle modalità per la selezione e la formazione del relativo personale; dal sistema delle collaborazioni, alla sicurezza e alla valorizzazione degli operatori. Inoltre, viene mantenuta la linea contributiva a favore dei cittadini per l’acquisto di dispositivi di sicurezza e allarmi”.
Nello specifico, ha concluso Di Bert riguardo l’organizzazione territoriale della Polizia locale, l’obiettivo è quello “di incentivare una gestione associata delle funzioni, al fine di aumentarne il grado di efficienza, anche in termini di formazione e continuità, assicurando più alti livelli di sicurezza urbana sul territorio regionale. Tra le novità di particolare rilievo la possibilità di avvalersi di personale appartenente ad altri corpi di Polizia”.
c.s
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