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lunedì, 5 Dicembre 2022

Conferito il Tridente d’Oro 2021 all’archeologo subacqueo Massimo Capulli

L'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee ha conferito il Tridente d’Oro 2021 per il settore Attività Scientifiche a Massimo Capulli, del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (Dium) dell'Ateneo di Udine.

11.03.2021-11.30 – Nel 1959 a Ustica, fu costituito un gruppo di ricercatori che si dedicavano a studi legati al mare nei suoi aspetti biologici, archeologici, e naturalistici. Dall’anno successivo, nel 1960, venne istituito il Tridente d’Oro come riconoscimento alle persone di tutto il mondo che, a seconda delle specificità, si contraddistinguono per attività particolarmente meritorie svolte in ambiti che riguardano le attività subacquee.

Vi partecipano tecnologi, campioni di apnea, esploratori, fotografi, giornalisti, ma anche scienziati meno noti al pubblico tra cui biologici, archeologici, medici iperbarici espressione dell’eccellenza nel loro settore a livello internazionale. L’assegnazione di questo riconoscimento, considerato il “Nobel delle attività subacquee” , conferisce il ruolo di Accademico che permette l’ingresso nell’Accademia Internazionale di Scienza e Tecniche Subacquee. Tra i nomi più importanti del passato Jacques-Yves Cousteau, Walt Disney, Folco Quilici, Jacques Piccard, Nino Lamboglia e Enzo Maiorca. Dal 1960 ad oggi gli archeologi subacquei che hanno ricevuto questo premio sono stati solo 21. Pochissimi gli italiani e in vita, compreso Capulli, sono solo 5.

Massimo Capulli, prima subacqueo (attività iniziata all’età di 18 anni) e poi archeologo ha conseguito il titolo di Accademico, per avere contribuito in modo importante all’affermazione dell’immersione scientifica, estendendo la sua attività di ricerca e studio del patrimonio archeologico in ogni tipo di ambiente seguendo progetti in mare, in lago, in laguna e anche fiume. Oltre a progetti in mare, come sul relitto Grado 2 e Kaukana Project, finalizzato alla ricostruzione diacronica del paesaggio sommerso e costiero delle coste del ragusano in Sicilia, o il progetto Benacus nel lago di Garda, dal 2011 il prof. Capulli ha avviato Anaxum Project nello Stella. Si tratta dell’unico campo scuola universitario a livello internazionale di archeologia subacquea in un fiume. La sfida di fare ricerca e didattica in un ambiente di lavoro decisamente così problematico è nato dall’intimo convincimento di Capulli che un fiume sia un luogo privilegiato per fare ricerca e al tempo stesso estremamente formativo per fare didattica. Gli oltre settanta studenti, di Atenei italiani e stranieri, che in questi anni si sono avvicendati, nonché le oltre venti pubblicazioni scientifiche prodotte, sembrano avergli dato ragione.

Parallelamente all’attività universitaria, Massimo Capulli collabora da anni con l’INA Institute of Nautical Archeology, di cui è ricercatore associato e come tale riceve finanziamenti per i suoi progetti di ricerca. L’INA fu fondata nel 1972 in America, da George Bass primo archeologo ad andare sott’acqua e a portarci gli studenti. Considerato il padre dell’archeologia subacquea conseguì il Tridente d’Oro nel 1964. L’INA è l’organizzazione più antica del mondo dedicata allo studio dell’interazione dell’umanità con il mare attraverso la pratica dell’archeologia.

[l.f]

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