10.03.2021 – 11.30 – Con l’aumento delle temperature e l’avvicinarsi della primavera ritorna la processionaria (Thaumetopoea pityocampa) anche in Friuli Venezia Giulia. Probabilmente qualcuno si sarà infatti già imbattuto nelle lunghe file indiane di piccoli lepidotteri che tra febbraio ed aprile abbandonano il proprio nido sericeo, i bozzoli bianchi visibili sui rami dei pini dei cui aghi l’insetto si nutre, per poi dirigersi in “processione” verso un luogo adatto in cui interrarsi, a circa 15 centimetri di profondità, da dove emergeranno ormai divenute farfalle, la sera, durante l’estate.
Nonostante in regione la presenza di questi piccoli insetti non è tale da rappresentare una minaccia per il popolamento arboreo, come è noto bisogna comunque porre attenzione ed evitarne assolutamente il contatto diretto. La processionaria, infatti, è ricoperta di peli urticanti che si disperdono molto facilmente nell’aria, causando reazioni epidermiche e allergiche, irritazioni cutanee, asma e congiuntiviti sia sugli umani che sugli animali. Per quest’ultimi, inoltre, l‘insetto può rivelarsi letale, in particolare per cani e gatti che, annusando il terreno, potrebbero inalare o ingerire i peli che una volta entrati in contatto con l’apparato digerente o respiratorio possono condurre l’animale alla morte se non curato per tempo. I sintomi possono essere l’eccessiva salivazione, vomito o diarrea e l’aumento della temperatura corporea dell’animale.
In Regione l’ente competente è l’ERSA (Agenzia regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia), che sul proprio sito offre una scheda dedicata alla lotta al lepidottero e alle norme che la regolano.
[n.p]