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mercoledì, 10 Agosto 2022

Dad. Deficit di sviluppo cognitivo e psico-fisico nei bambini.

Questa mattina è stato chiesto il parere del Dott. Roberto Calvani, presidente dell’Ordine degli Psicologi Fvg, in merito agli effetti della Dad sui bambini.

10.03.2021-15.46 – È un argomento all’ordine del giorno che, non solo, incide in modo negativo nell’ambito della gestione  familiare per i problemi esaminati nell’ultimo anno ma, altresì, comporta un serio problema nello sviluppo cognitivo e psico-fisico della crescita di un bambino. A parlarne è stato il Dott. Roberto Calvani, presidente dell’Ordine degli Psicologi Fvg, in un’intervista rilasciata oggi a telefriuli.

“Dopo un anno di pandemia- afferma il Dott. Roberto Calvani –  sono numerosi le ricerche fatte in Europa e fuori dall’Europa che riportano gli effetti di questo tipo di didattica a distanza. Uno dei sintomi riscontrati più preoccupanti riguarda l’uso prolungato degli schermi e la conseguente l’alterazione del ritmo sogno-veglia. I colori forti, la luce violenta e le onde elettromagnetiche alterano i cicli circadiani e riattivano l’organismo, quindi spesso accade che i bambini vanno a letto molto tardi e non riescono a svegliarsi al mattino. Questo tipo di insegnamento, da un punto di vista neurofisiologico determina una mancata attivazione dei neuroni specchio e neuroni GPS, i primi  essenziali per le relazioni interpersonali, i secondi per il collegamento tra le esperienze che facciamo e i luoghi dove li facciamo. Questo continuo e incessante bombardamento di nozioni correlato ad una mancata attività esperenziale, porta a dimenticare molto in fretta le informazioni apprese. Stare davanti al computer molte ore porta, ad esempio, a una riduzione dell’apprendimento della matematica, a un aumento dei disturbi dell’alimentazione (obesità, sedentarietà), a aumento dei disturbi comportamentali (aumento dell’ansia, dello stato di incertezza, della solitudine). Secondo i dati riportati dagli studi scientifici relativi a questo strumento di istruzione è stata rilevata una crescita dei casi di depressione infantile. La capacità di attenzione diminuisce molto rispetto all’attenzione in presenza. Nonostante si parli di una “nuova normalità di questa modalità di insegnamento”, questa prassi utilizzata dalle scuole poco si coniuga con lo sviluppo cognitivo e fisico dei bambini”.

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