“Uniti siamo una forza”. Dieci sindaci del Collio isontino firmano un accordo quadro

È stato sottoscritto ieri mattina, a Cormons, un accordo quadro tra i sindaci di dieci comuni del Collio isontino per la condivisione di servizi locali e strategie di sviluppo.

Palazzo Maseri, Comune di Cormons

26.02.2021-14.02 – Ieri mattina, alle 11.30, presso la Sala Civica di Palazzo Locatelli di Cormons, ha avuto luogo un momento molto importante per il nostro territorio, la sottoscrizione di un accordo quadro, in presenza dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, tra i sindaci dei Comuni di: Cormons, Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Moraro, Mossa, Cormons, S. Floriano del Collio, S. Lorenzo Isontino, Mariano del Friuli, Medea, Farra d’Isonzo.

Si tratta di un atto propedeutico per una futura costituzione di una Comunità fra gli enti locali, il quale – informalmente denominato Patto Collio/Isonzo, ne è il primo passo. È un’importante sottoscrizione mediante la quale i Comuni si impegnano a stipulare, per la durata di un quinquennio, un accordo che consenta la realizzazione di una futura serie di convenzioni tra gli enti per la gestione condivisa di vari servizi, nel rispetto ed in attuazione della legge regionale n. 21 del 2019 e delle capacità economico-finanziarie degli enti locali interessati.

Il sindaco di Cormons, Roberto Felcaro, portavoce di questo evento, ha più volte ribadito che solamente uniti si può fare massa critica per fronteggiare i problemi, le richieste dei cittadini e la crescita di realtà che singolarmente farebbero fatica a resistere. L’idea di questa unione nacque 5 anni fa, durante tavoli di lavoro in cui, alcuni dei sindaci presenti, si trovarono spesso a discutere del futuro di questa area territoriale condividendo idee e possibili strategie. Nel corso del tempo i sindaci che hanno sposato questa visione sono diventati dieci, arrivando alla sua concreta realizzazione nell’atto di sottoscrizione avvenuto ieri nel Palazzo Locatelli. Una cordata di comuni con la voglia di affrontare insieme le difficoltà e di aprirsi un futuro consolidando e promuovendo la sua presenza sul territorio. L’obiettivo non è solo quello di condividere servizi di pubblica utilità ma, anche, di sviluppare strategie per incentivare le realtà a livello turistico ed economico, favorendo così uno sviluppo territoriale più coeso.

Come afferma Franca Padovan, sindaco di S. Floriano del Collio, il più piccolo tra tutti e ai confini con la Slovenia, “si sta finalmente avverando l’idea di lavorare tutti insieme. Tutti i sindaci presenti non solo ci credono ma sono tutti aperti ad accogliere proposte ed iniziative che fanno bene al nostro territorio. Dobbiamo essere noi sindaci ad abbracciare una certa visione per aiutare e accogliere i problemi dei nostri cittadini e della terra in cui viviamo”.

L’assessore regionale Pierpaolo Roberti ha sottolineato due concetti molto importanti. Il primo è una riflessione sulla pubblica amministrazione che con il proliferare di competenze, compiti e burocrazia  ha appesantito, in modo quasi irreversibile, la gestione delle realtà comunali. A causa della diminuzione degli enti provinciali è diventato più difficile rispondere alle richieste di ogni comune in quanto la maggior parte dei provvedimenti e delle normative arrivano dal nazionale e dall’europeo. Il secondo aspetto  riguarda l’importanza sì di unirsi per fare massa critica e poter agire in modo sinergico ma, altresì, che ogni comunità continui a mantenere forte e radicata la propria identità.

“Questo è un accordo fondamentale – afferma Roberti – che riesce a conciliare entrambe le cose, utilizzando un primo passaggio di quella norma, della legge regionale n. 21 del 2019, che riguarda l’ultima riforma degli enti comunali. L’obiettivo era mettervi in condizione di poter fare quello che volevate, nel rispetto della norma, in relazione alle richieste dei vostri cittadini. Ne abbiamo parlato insieme un anno fa dopo che la legge era stata approvata da qualche mese e, nonostante, i problemi che la pandemia ha provocato, siamo arrivati a compiere questo passo importante che non contempla solo il mero adempimento dello scambio di servizi ma, altresì, un’idea di sviluppo di un territorio che ha delle potenzialità enormi e delle eccellenze uniche. Con Nuova Gorizia e Gorizia capitale della cultura europea si apre la possibilità, lavorando insieme, di raccoglierne i frutti creando sinergie che captino tutte quelle opportunità di sviluppo in una logica di sistema tra regioni e autonomie locali. L’accordo dura un quinquennio ed è il momento di mettersi subito a lavorare facendo proposte alla regione, in modo tale che, una volta passato il momento europeo della cultura, ciò che è stato fatto sia talmente consolidato da continuare ad attrarre visitatori e promuovere il Friuli-Venezia Giulia nel mondo”.

“Bisogna ragionare con una visione d’insieme più ampia guardando al futuro. unirci è stato un grande atto di maturità. Non sarà facile mettere d’accordo dieci teste ma siamo tutti consapevoli di voler proseguire su questa strada. Dobbiamo, quindi, ragionare con una visione di sistema per poter essere competitivi anche nei confronti della Slovenia, che si sta muovendo molto velocemente e correre alla stessa velocità”, conclude il sindaco Felcaro.

[l.f]