Chi era Vittorio Iacovacci, carabiniere del XIII Gorizia morto in Congo

22.02.2021 – 19.08 – Il carabiniere che ha tentato – a prezzo della vita – di difendere l’ambasciatore italiano Luca Attanasio dall’attacco del commando terrorista in Congo si chiamava Vittorio Iacovacci: avrebbe compiuto a breve trentuno anni. Originario di Sonnino (Provincia di Latina), il carabiniere apparteneva al XIII Reggimento “Friuli Venezia Giulia”, di stanza a Gorizia. La specialità? Addetto alla protezione e scorta di personale sensibile.
Non sorprende allora che a partire da settembre 2020 fosse stato dislocato nell’ambasciata italiana in Congo, quale guardia del corpo di Attanasio.

Vittorio Iacovacci si era arruolato nel 2016 e dopo aver frequentato la Scuola allievi carabinieri di Iglesias (Cagliari), era stato inserito nel XIII Reggimento, da tempo luogo di provenienza di tanti militari italiani destinati alle missioni all’estero.
Iacovacci si colloca infatti all’interno d’una tradizione storica del XIII Reggimento, già duramente colpito nel novembre 2003 dall’attentato di Nassiriya e al quale apparteneva anche un altro carabiniere morto nell’adempimento del dovere, Emanuele Braj, durante una missione in Afghanistan (2012).
Secondo Infodifesa.it quello di Kinshasa, capitale del Congo, era “un contesto difficilissimo” nel quale Iacovacci operava con “il team di close protection“, ma dall’imboscata di oggi “sarebbe stato difficile uscire”.
Iacovacci non aveva né moglie, né figli, ma stando a La Repubblica aveva intenzione da un anno di sposarsi con la fidanzata, una giovane di origini sarde.

“La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita. Proclameremo il lutto cittadino”. Sconvolto il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, alla notizia della morte del concittadino. “Era andato a portare la pace ed è stato ucciso – ha osservato – Ci stringiamo attorno alla famiglia”.

[z.s]