21.01.2021 – 12.50 – Il 2020 è stato indiscutibilmente un anno pessimo per il nostro paese e la nostra regione, da sia da un punto di vista sanitario, che sociale e finanche economico. Infatti, il calo avvenuto nella nostra regione, stando a quanto evidenziato dalla Banca d’Italia, è stato di ben 12 punti. Questo, nonostante la crescita economica registratasi durante l’estate, che ha solo parzialmente arginato i danni all’economia locale causati dal Covid-19.
La contrazione, però, non è stata uguale in tutti i settori, il più colpito è stato ovviamente il turismo che è calato di un catastrofico 61%; l’export è sceso, invece, di ben 14 punti, mentre la produzione interna è calata “solo” del 8,8%. Al contrario, hanno tenuto abbastanza bene le cantieristica e il manifatturiero. In controtendenza l’edilizia, che non solo ha mantenuto livelli di attività analoghi al 2019, ma per la prima volta dal 2006, vede un aumento delle imprese attive, anche grazie al Superbonus introdotto dal governo.
Nonostante questi dati economici non certo rosei, il numero degli occupati è in leggerissimo aumento rispetto all’anno precedente, infatti a novembre il FVG contava “ben” 200 occupati in più, posizionandosi come l’unica regione in Italia senza un tasso occupazionale negativo. Il tasso di disoccupazione, invece, era del 5,6% nel terzo trimestre, mentre quello femminile era del 7,1%. Va, tuttavia, sottolineato che i dati sulla disoccupazioneconsiderano non solo coloro che non sono senza lavoro, ma anche coloro che lo stanno attivamente cercando. Le limitazioni causate dal lockdown, rendendo difficili gli spostamenti e aumentando le responsabilità familiari, come nel caso dei genitori i cui figli sono in didattica a distanza, hanno spinto molte persone fuori dalla ricerca del lavoro, ad aumentare le fila degli inattivi.
Inoltre, per quanto riguarda il lavoro autonomo, c’è stato un calo considerevole nel numero di nuove partite iva a livello sia regionale (-15%), che nazionale -17%. Tuttavia, tale declino nei numeri, è stato meno pronunciato a Trieste rispetto al resto della regione, attestandosi ad un meno 8%, differentemente da Udine, dove il calo è stato di diciassette punti, e Pordenone, dove c’è stato un crollo del 19%. Solo Gorizia ha conseguito un dato migliore, con una discesa di appena sei punti.
In generale, il bilancio del 2020 è prevedibilmente negativo, anche se con qualche piccola nota positiva come i dati sull’occupazione e l’edilizia. A pesare fortemente è il clima di incertezza, che di certo non diminuirà con la crisi di governo in corso, rallenta quel volano dell’economia, che sono gli investimenti delle imprese e la spesa delle famiglie, come reso evidente dall’aumento di quasi il 7% dei depositi bancari solo nella nostra regione.
In conclusione, l’andamento economico dell’anno venturo dipenderà fortemente, sia dall’andamento della pandemia, sia della stabilità politica del paese, la cui carenza frena non solo gli investimenti interni ma anche quelli provenienti dall’estero, e, da ultimo ma non meno importante, dal modo in cui verranno utilizzati gli ingenti fonti erogati al nostro paese dall’Unione Europea.
a.z